Eri di fronte a me; eri vicino

tanto da inebriarmi

con l’ardore improvviso del tuo sguardo.

Ho tremato. Ho temuto

che le tue braccia mi stringessero

come l’edera verde

s’avvolge al tirso, come il molle acanto

recinge d’armonia

un’erma solitaria in un giardino.

Perché ho temuto ciò che anch’io volevo?

Quell’istante è fuggito

rapido come un battito di ciglia.

Un timido saluto

e il caro volto ormai s’è allontanato

dal mio che lo adorava,

che sprofondava gli occhi nei suoi occhi

in un ardente dialogo d’amore.

Nella penombra del viale deserto

ti allontani in silenzio,

forse tremando ancora come io tremo.

Forse anche tu rimpiangi quell’istante

non colto per la nostra esitazione.

Giorgina Busca Gernetti