Finiscono le acacie in direzione di Milano,

cambia tempo l’aria nel passare il fiume.

Una sosta in previsione mette fretta agli occhi,

la luce tramandata decide del cotonastro,

setaccia sul treno i risvolti delle voci:

la notte che è passata – non sa- non ha capito

la vita resistente delle mani.

Adesso serve scendere, ci aspetta la controra.

Una sete di cortile addosso

– bassa per troppo caldo-

e la moglie di Lot, in silenzio,

seccata di finire in sale.