S’innalzano oltre le funeste
vie e niente li turba. Escono
pietrificati fantasmi angelici,
consapevoli di esserci ancora
in un monumentale di statue
impietrite dal dolore.
Si inergono in alto, impetuose
e scaltre della sofferenza.

Ogni sguardo racchiude
un senso, un concetto,
una beatitudine. Desolati
visi impietriti che non lasciano
trapelare l’ombra di un sorriso.

Monumenti di vita passata oltre
le compiacenze della natura
e mi parlate nel vostro linguaggio,
quasi a volermi ricordare che
siete ancora vivi e nulla è perso.