Ora non posso che restare

tendo il tempo e ne muoio

raccolgo un fiore appassito e mi pungo.

Come posso andare altrove,

se il tempo andato violenta,

me e ciò che ho costruito,

sognato, creato e distrutto.

Come posso?

La gente corre assorta nel consumo,

l’infanzia non ama i giochi,

la vecchiaia è una camera a gas

e tu sorridi. Come puoi ?

Ora e sempre vago vano,

immutabile in questi gelidi secondi,

affogo nell’agonia nascosta,

che spira e trafigge l’uomo.

I ricordi felici passano e si riposano,

nè io nè tu li risvegliamo e tu,

ridente e felice vai sopra alla malinconia,

la mascheri di modernità assassine,

e senza un battito d’ali spensierato,

accarezzi. Come puoi, se dentro

il tuo vuoto è cupo e stanco ?