Guglielmo Rispoli, Il vento di Borea, 2009

Guglielmo Rispoli, Il vento di Borea, 200

Anelito montante, nel fato io verso

il vino come l’ampolla d’oro nel sole.

Là scorsi Itaca, venire paludata

da suoni intatti. Ricordi? Ancora

veleggiava sulle coste della Ionia,

in vuote salme argentee di cubi navali

dove soltanto la pietra struscia

contro il greto delle scure membra

dei transitanti. E io a loro dissi: ”Un giorno

torneranno ai loro continenti abbandonati”?

Dal Corno d’Africa una voce eolica

spinse il vento contro la terra sparsa

le ali dei gabbiani spente contro

le mani dell’ultima luna.

Kostantinos Kraspenidis