Eskil Olsen, Cold night, 2008

Che ciascuna parola porti quello che dice.

Che sia come il terremoto che la sostiene.

Che si mantenga come un battito del cuore.

Non devo proferire un’adornata falsità

né mettere un colore dubbioso,

né aggiungere luccichii a quello che è.

Questo mi obbliga ad ascoltarmi. Ma

siamo qui per dire verità. Siamo reali.

Voglio esattezze raccapriccianti.

Tremo quando credo che mi falsifico.

Devo sostenere il peso delle mie parole.

Mi possiedono come io esse.

Se non vedo bene, dimmi tu, tu che mi conosci,

mia menzogna, segnalami l’impostura,

rinfacciami l’inganno. Ti ringrazierò, davvero.

Impazzisco per corrispondermi.

Sii il mio occhio, aspettami nella notte e

scorgimi, scrutami, scuotimi.

Rafael Cadenas