(Ti salvi la Vita, se accetti il cambio nell’incerto.)

Come eravamo, noi,
noi tutte, come eravamo.
Scherzavamo ridendo alle battute col capo
Lui ci dava le notizie quotidiane,
di norme e documenti. – Già.
Il Maestro. – alla sua memoria –
Insegnante di norme e civiltà
di comune convivenza.
Come eravamo.
Lavoravamo insieme,
guardandoci in faccia,
ricordo quando lei ridendo
mi colpiva all’occhio lanciando
un cancellino da lontano.
vedevo le stelle, ma poi:
“… Ma come ci sei riuscita?”. – Ridiamo. –
Fosse ora, direi:
“Ma come non ci sei riuscita!…” – Non rido più. –
Ad accecarmi, direi, intendo,
a chi sgomita, giovane e bella,
sostenuta dai nuovi. Di capi. Intendo.
L’invito gentile ad andarmene.
Sono troppo vecchia e stanca.
A loro avviso.
Le rughe che si disegnano al sorridere, lo dicono.
-Le bollette da pagare … come farò … – un cupo pensiero.
Un pensiero al Maestro – … vedrò … –
Che di consulenza ci insegnava a fare
Si ma nel rispetto della Vita, e per la Vita.

R. B.