Mi disturbano questi segni a matita
prendono troppa memoria, fanno inarcare gli occhi
distolgono lo sguardo dalle nocche giunte sui seni.

Ho ripetuto tre volte la formula riparatrice
battendo il petto, ma pesano ancora le spalle
ed il peccato scarnifica la pelle, lasciando
ombre sulla sabbia bagnata
friabile, floscia, cadente
nemmeno buona per un castello.

Allora riporto a capo poche parole
senza pensiero, senza respiro:
aria, ali, acqua, amaranto
e penso ad un nome nuovo da urlare forte
che faccia eco e mi colpisca dritta nel petto.