Claudio Micheli, Kiev 2011

Ecclesiaste

(…) Vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno

per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene

ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,

si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;

gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.

Tutti i fiumi vanno al mare,

eppure il mare non è mai pieno:

raggiunta la loro mèta,

i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio

e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

Non si sazia l’occhio di guardare

né mai l’orecchio è sazio di udire.

Ciò che è stato sarà

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:

“Guarda, questa è una novità”?

Proprio questa è già stata nei secoli

che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,

ma neppure di coloro che saranno

si conserverà memoria

presso coloro che verranno in seguito (…).

Ecclesiaste