Ferdinando Scianna

HERA

Racchiusa nei grembi cerulei, aeriforme,

Hera – di tutto sovrana, beata compagna di Zeus –

offri ai mortali brezze nutrenti la vita,

madre delle piogge e dei venti, origine di tutto.

Senza te nulla conobbe affatto la natura della vita;

perché, mescolata all’aria santa, a tutto partecipi;

infatti tu sola tutto domini e su tutto regni,

agitata sull’onda con sibili d’aria.

Ma, dea beata dai molti nomi,

vieni benevola – rallegrati nel tuo bel volto.

Inni orfici

Il nome di Hera viene fatto derivare dalla parola greca che significa signora, ma potrebbe essere una variazione di Herwa “la protettrice”.

Hera, figlia di Crono e di Rea, sorella gemella di Zeus, nacque nell’isola di Samo, o ad Argo, e nella leggenda si dice che le Stagioni furono le sue nutrici.

Fu terza moglie di Zeus (dopo Metis e Themis) e, nell’Olimpo, è la dea sposa per antonomasia.

Essa appare nei miti classici soprattutto come persecutrice di tutte le sue rivali in amore (divine o mortali) e di tutti i figli nati dai rapporti extraconiugali dell’infedele consorte Zeus: quello di Eracle è il caso più famoso, benché il nome stesso dell’eroe, che significa “Gloria di Hera”, faccia sospettare che in origine egli fosse pàredro (semidio al seguito di una divinità maggiore) della grande “dea Madre” rappresentata originariamente da Hera stessa, il cui culto fu anteriore a quello di Zeus.