Nel vapore mattutino di un bar
(memore io delle letture di Caproni),
vedo fuori l’aria azzurra dell’alba e la
freschezza odorosa della strada –
forse, un po’ sereno, riesco finalmente
a decifrare il senso dei miei gesti e degli altri:
“un caffè, per favore!” dico con calma
e questa quanto mai silenziosa contentezza
mi fa afferrare una bustina di zucchero
(eppure il gusto del caffè deve essere amaro),
come spot del giorno leggo la frase stampata
e mi commento da solo:
“Molte persone hanno paura
di morire da non riuscire a vivere.” –
la dice Henry van Dyke;
così, lento prendo la bustina,
mi guardo dentro e sorrido ancora.
Me la intasco anche se non la consumo:
oggi la mia frase è questa.
Dolce come l’ansia di voler vivere.
Senza la paura di morire.