Norma Giachetti

L’ALBERO DELL’ARTE

Venni al mondo per essere malato. La neve gelò le mie radici, il vento bloccò la crescita del tronco, il sole bruciante della vita non risplendette sui germogli verdi e così l’albero della mia vita venne spezzato sul nascere: sentii che tutto era stato fatto troppo presto. Non rimase altro che sperare di poter salire la piccola scala per poter accedere alle vicinanze del fuoco luminoso della vita.

Ma il mio posto nel mondo era lontano dal sole, mentre lei ebbe la forza di chiedere al sole foglie e fiori sui rami.

Così com’era arrivata, andò via: le sue radici erano piantate nella terra concimata, il suo tronco era illuminato dal sole in modo da far crescere i rami; le foglie e i rami erano presenti fin dall’origine e lei non era mai stata lontana dal sole. Aveva luce sufficiente sia per trasformarsi che per soffrire. E così il suo albero grande mi coprì di nuvole allontanando per sempre dal mio la possibilità di essere riscaldato anzi, portando via con sé anche il calore.

Edvard Munch