PAROLE DI SABBIA

Quello che amo nella donna è la possibilità di scoprire nuove sfumature della realtà attraverso la sua percezione. È ovvio che amo i loro corpi e le loro delicate voci, ma non ho un’idea fissa dei loro corpi, non penso che debbano essere di una forma, non credo in un modello di corpo femminile. Preferisco andare lentamente e imparare ogni nuova forma e sapere che ogni corpo di donna, non importa la forma, è bello perché dentro c’è una mente che arde e sogna. Sentire che, al contatto delle mie mani, le forme si illuminano e i miei sensi si adattano fino a sentirmi arte e parte. Ho perso mio padre nell’infanzia e così sono cresciuto tra una moltitudine di donne. Le amiche di mia madre normalmente si riunivano all’imbrunire nella nostra casa e c’erano anche zie, cugine, mia sorella e le sue amiche: donne di tutte le età e volumi, colori e sapori. Donne che parlavano con disinvoltura e si muovevano attraverso gli angoli della mia mente creando un mondo di ansia erotica. Le ho amate prima di avere coscienza esatta della sessualità e dell’amore; mi veniva un’incredibile felicità nel vederle, le sognavo tutte. Nel momento più intenso dell’estate si sdraiavano in terrazza e io percorrevo le loro forme fino a impararle a memoria. Quelle donne non seguivano nessuna dieta, non andavano in palestra, non erano ossessionate dall’avere le tette enormi e l’addome piatto. Loro erano così e basta, erano piene di loro stesse e non pretendevano di essere qualcosa che non erano. Da sempre mi piacciono quelle donne che stanno in pace con la loro natura.

Provocare significa toccare fibre che si intuiscono, significa interessarsi, significa amare. Niente è più eccitante della visione di una donna che non teme il suo corpo, che non lo inibisce o non lo condanna, che non lo mutila, che lo lascia esprimersi. La libertà del corpo rende più libera e acuta la mente. La bellezza è lo stupore di qualcosa che non immaginiamo, di qualcosa che in apparenza non sembra bello e che dopo ci abbaglia.

Efraim Medina Rey