TERRE DI MARE

Il nostro bisbigliare

fu un sentiero,

inserito nel plasma

della notte

a cui annodare

la tempesta accesa

da reciproche mani

dell’amore

Ne fecero gli uccelli

ardente fibra

d’un cantico di vita

mattutina

perché ci fosse sempre

dentro il tempo

un rifugio di piume e dolce niente

nell’ora in cui la lava

affiora a bolle

nelle terre di mare

ed ogni cuore,

dondolando e bruciando

dismemorie,

fu una scaglia sbadata

di carbone

in estasi e abbandono

al mare aperto