Clint Newsham

COL MONDO DEL POTERE

Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili:

temevo le ostriche, e alle guardie lanciavo

occhiate di sottecchi;

nemmeno d’una briciola d’anima gli sono debitore

benché a lungo sulle immagini altrui mi sia accanito.

Aggrottandomi con sciocco sussiego

in una mitra di castoro

non sono stato sotto il portico egizio della banca,

e sulla Neva di limone, al fruscio di cento rubli

per me mai, mai la zingara ha danzato.

Fiutando supplizi futuri, dal mugghiare

di eventi sediziosi, mi rifugiavo

dalle Nereidi del Mar Nero;

e le bellezze d’allora, le tenere europee,

quanta pena, dispetto e dolore m’han dato!

E allora, perché questa città continua a imporsi

ai miei pensieri e sentimenti secondo l’uso antico?

Resa sfrontata dagli incendi e i geli

è arrogante, maledetta, vacua, giovanile!

Forse perché bambino ho visto su un quadretto

Lady Godiva con la rossiccia chioma sciolta

dico ancora a me stesso sottovoce:

Lady Godiva, addio…Godiva, non ricordo.

Osip Mandel’stam