Carlos Arconada

ITACA

Anelito montante, nel fato io verso

il vino come l’ampolla d’oro nel sole.
Là scorsi Itaca, venire paludata
da suoni intatti. Ricordi? Ancora
veleggiava sulle coste della Ionia,

in vuote salme argentee di cubi navali
dove soltanto la pietra struscia
contro il greto delle scure membra
dei transitanti. E io a loro dissi: ”Un giorno

torneranno ai loro continenti abbandonati”?


Dal Corno d’Africa una voce eolica
spinse il vento contro la terra sparsa
le ali dei gabbiani spente contro
le mani dell’ultima luna.


Kostantinos Kraspenidis