Ario Wibisono

QUANDO LAGGIÙ SUI MARI

Quando laggiù, laggiù sui mari profondi,

da sola tu pensi al mio grande dolore,

se esali un sospiro per i miei affanni,

questo sospiro mandamelo sulle onde.

Quando il sole coi suoi raggi dall’oriente

ricama la trine e le garze di nebbie,

se mormori una preghiera per l’assente,

lascia che me la conducano le rondini.

Quando la sera perde le tristi vesti

e tornano cenere le nubi rosse,

mandami un bacio ardente sopra le ali

delle foglie che giocano nella brezza.

Così io, quando la notte stende il suo manto,

io, che porto nell’anima le sue mute orme,

con i lamenti ti invierò un dolce canto

nella tremolante luce delle stelle.

Julio Florez