Ario Wibisono

CANZONE DELLA NOSTALGIA

Pian piano tocchi un tono del tuo canto

ed è come se mancasse qualcosa.

E confusa cerchi in tutti i toni

la risposta che ti possono dare,

dove trovarlo, dove, come e quando.

Ma uno è troppo scialbo

e troppo voglioso l’altro

e il terzo è così pieno e vasto

troppo pieno.

A lungo li cerchi, minore, maggiore e minore

si animano sotto le tue mani.

E all’improvviso tocchi un tasto

e nessun suono viene.

E il silenzio in te è come un cupo scherno,

perchè all’improvviso sai per certo

che questo ti manca. Se le tue mani

lo trovassero,

e la fine non sarebbe più vuota e grigia.

E tu batti e batti il tasto

ti chiedi perchè non risponde,

Nessun suono viene. La solitudine rimane

nella canzone che, pesante e dolce,

è maturata dentro di te.

Per sempre ti tormenterà quel suono

mai suonato,

la felicità che ti ha appena sfiorata

nelle notti silenziose

quando la luna ti culla

e il silenzio non comprende

le tue lacrime.

Selma Meerbaum Eisinger