Giro intorno al pensiero che mi porta da te.
E’ un sentiero deserto, scavato tra le rocce,
che io scalo come inesperto viandante e mi procura
una fatica di sangue e un oscuro tormento
che misura la mia fame di te per la tua assenza.
Non ci sono panchine come in un viale alberato
circondato di giardini ed aiuole fiorite
e non mi posso appoggiare a nessuno ed arranco
sulla salita della tua irta dimora e ci vogliono ore
per arrivare alla fine di questo cammino
dove tu ti nascondi al mio cielo e sconto la mia pena
d’inseguirti nei posti più scoscesi per averti
al mio fianco e godere del fuoco del tuo bene.
E’ così questo pensiero che mi guida da te,
s’inerpica anche sui monti delle mie ossessioni
e mi lascia soltanto quando l’illusione
del tuo volto o delle tue parole mi raggiunge
contento, che la tua comparsa sorrida alla mia attesa
e mi ridoni infine la mia pace,
accesa della luce della tua voce.