Non c’è più luce che azzurra ci colori
dietro le aiuole il mare e nel giardino
cala la sera e il sole si ritira
dalla spiaggia deserta che riappare
sotto la luna al lume di lampare
che brillano nell’ombra come stelle
vaganti passeggere nel silenzio
profondo della marina abbandonata
alla notte del mondo.
E lontano sui monti è un brulicare
di tremule fiammelle e s’ode un frinire
di cicale che si spande nel cielo
a popolare un deserto di voci nelle case
solitarie che accolgono il riposo
sereno dei bambini ritornati nel nido
dopo i bagni e le corse sulla sabbia.
Anche il paese giace nell’attesa
che si addormenti il giorno nella pace
distesa dei bagnanti che raddolcisce
il sonno e l’universo intero tace
all’arrivo dei sogni che rinnovano
i miti della terra e in cielo si prepara
un nuovo giorno di trionfo della vita
e un nuovo mattino di sole e di mare.