” Sono venuto al mare

che mi chiama

dal chiaro azzurro

delle tue pupille,

poche barche

si cullano nel porto

e il tuo corpo

m’appare

cullarsi sulla riva

quasi come nell’acqua

che traspare

e sfavilla nei miei occhi.

Sulla sabbia riarsa

brilla il fuoco

del mio desiderio

e mi ristora

il tuo sole così lieve

come il soffio sincero

di brezza sulla pelle.

E l’aria così tersa,

profumata di fiori,

m’accarezza la fronte

e il nitore

dell’aurora marina

mi confonde i pensieri.

Ed io davvero

più non conosco

quello che mi appartiene

e quello che mi proviene

dalla tua persona

e t’incorona il viso

d’una luce di bene.

Un gabbiano sparuto

s’avventura

dal bagliore del cielo

sulla scia delle onde

e tutto si confonde

nei colori del volo.

Nel mattino di grazia

si riaccende

in un battito d’ali

la mia voglia di vita

e mi sorprendo

a sfiorare il tuo volto

per l’infinito dono

che mi rendi

del tuo tesoro… “

E il ricordo di mare

sulla spiaggia lontana

mi rapisce tuttora:

noi siamo ancora soli

io, la tua immagine d’oro

e il mio sogno d’amore.