Spleen

Quando il cielo è già umido d’una notte di lacrime
ed il mondo è soffuso d’una lieve mestizia,
si risvegliano nell’aria umori malsani,
che diffondono nelle nebbie dell’alba,
e la terra s’ammanta d’un pallido chiarore
nelle prime luci del giorno.
Un volo stanco d’uccelli si ritira
nel rifugio del nido e nei giardini s’insinua
un torpore morboso delle piante e dei fiori.
Ed è questo il mio tempo di languore.
Le ore si rincorrono
in un lento rosario senza un soffio di cuore
e ogni mia passione si spegne
nella cenere d’una morta stagione,
che muto mi trascina per vie impercorribili
con una monotonia che mi riempie di noia.
Allora basterebbe una mite parola di conforto
a rischiarare il mio cielo
o un volto che m’accenda d’una nuova armonia
per lenire le antiche ferite del destino
e salutare con un addio queste nuvole oscure
e raggiungere un porto sicuro
da dove salpare per la terra del sole
e lasciarmi alle spalle tutta la mia delusione
che è la sola mia compagnia
di questo tempo di prostrazione.