Questo nostro senso di esserci
sospeso a un baleno,
a una vertigine,
alla terra che trema
in un trasalimento,
a un alito d’aria
che smuove le foglie,
al terrore di cadere in frantumi
senza appigli
e senza rete di protezione,
queste nostre richieste
d’un cielo provvisorio
con la neve che sgela
sotto i piedi,
e i perchè d’un’attesa
senza risposte,
che rivela
un universo precario
e un’anima scomposta,
pronta a dividersi
in mille persone
diverse,
tante quante gli attori
della nostra rappresentazione,
sono questi
i segnali di fumo
del nostro viaggio
e della nostra condizione
e rimaniamo sorpresi
se la luce del sole
d’un qualsiasi giorno
e d’una qualunque stagione
con la forza d’un sogno
ricompone la nostra dispersione
e ritorniamo compatti
al cospetto
di tante interrogazioni.