Pierino Gallo : “L’abbecedario di Verlaine” – Ed. Lieto Colle – 2012 – pagg. 104 – € 13,00 –
Nel candore di una parola sempre attenta e coinvolgente Pierino Gallo ci offre poesie create per essere lette e vissute insieme, per essere assorbite come gocce di liquori dal sapore forte , ricco di aromi , e proposti nel segreto della memoria, per rincorrere sussulti e cautele, tempere colorate e rintocchi sconosciuti.
La frequenza delle metafore lancia un sussulto che possa sfiorare di volta in volta la chiarezza dei significati , in un ripetersi musicale di accenti e rimandi , capaci di intrecciare il quotidiano con il rimando passato / futuro, per arricchirsi di immediatezze in chiave del ritmo.
Il verso breve prevale in queste pagine : “Ho contato/ le linee/ frastagliate / delle mani./ il palmo, / ben riverso,/ me le ostentava/ tutte,/ come a voler/ smentire/ qualsiasi tentativo/ di ignorarle./ Ricurva,/ confusa,/ incastonata,/ non una sola traccia / a ribellarsi/ al gioco/ degli incontri.” Per concludersi in una sinestesia di attraversamenti che, coinvolgendo, assumono quelle dimensioni esistenziali le quali, anche se illudono, traghettano nelle offerte di una realtà senza scampo. Il germoglio, che dalle pupille avvinghia le nebbie e racconta le formule del silenzio, vivacemente modella gli echi talvolta dell’amore, talaltra delle attese e dei disinganni. Ecco allora che il linguaggio poetico acquista un dinamismo segnico che frantuma la plasticità e restituisce una raffinata introspezione per la sinfonia del pensiero.

l’articolo a firma di Antonio Spagnuolo è stato pubblicato sul blog PoetryDream