Ai tanti autori della domenica che si credono poeti o narratori senza la minima predestinazione in termini di sensibilità,letture e soprattutto contenuti da
trasmettere perché il mondo sia meno tossico, più decifrato e sopportabile, sarebbe sempre utile l’immediata immersione nell’opera di Giacomo Leopardi.
Sulle orme del recanatese, poeta e filosofo al contempo, pare muoversi nella
sua opera prima Anna Bergna, di Blevio, che cerca il senso della vita come una
sonda terrestre lanciata nel cosmo.

Ha appena pubblicato da Lietocolle di Parè la raccolta Crocevia(pp. 55, 10 euro). In copertina un’opera di Ferdinando Scianna,maestro della fotografia italiana,
suggerisce l’orizzonte concettuale: la contemplazione del provvisorio viaggio
umano, figlio appunto di un crocevia tra caso e caos, spazio e tempo, nel mistero impenetrato e inagibile dell’univer so.

Qui non c’è “Bosone di Higgs” che tenga: le domande fondamentali restano irrisolte. Ma è giusto porle, e tanto più piacevole quanto piùstimola l’avventura
del linguaggio, «scintilla in un incendio». Linguaggio che in Bergna non contempla mai se stesso, anzi tende ad abolire ogni prospettiva romanticamente legata al culto del soggetto: «La materiache sono non è di
alcuno, / è di questo circoscritto mondo. /La prima persona singolare / è bizzarria linguistica di un istante. // Un pensiero nel caos della biosfera».

Così la parola poetica assume il ruolo di un pensiero radicale, e s’innerva di sapienza scientifica per interrogare i limiti dell’esistere, pur nella consapevolezzadella condizione di mortalità che tutto abbraccia.

Lorenzo Morandotti

Articolo pdf dal Corriere di Como, 21 agosto