Se è vero che l’Ottocento può ritenersi il secolo di “prosa”, come affermò Gianfranco Contini nella sua Letteratura italiana, e se il Novecento può essere definito come un’epoca dove in qualche modo la poesia ha dato il meglio di sé, – si pensi ai tre Nobel per la poesia, Carducci, Quasimodo e Montale -, nonostante la crisi apertasi al suo interno, che avrebbe portato ad una costante e progressiva disaffezione dei lettori (altro discorso è per la pletora di chi scrive in versi), il XXI secolo potrebbe essere definito come il secolo nel quale la poesia tende alla prosa. Ovvero alla prosa poetica, come aveva intravisto già dal 1989 Vincenzo Mengaldo.

di Maurizio Soldini

Pubblicato si Avvenire, 18 settembre

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