(ANSA) – PALERMO, 10 OTT – (di Giovanni Franco) “C’é chi allinea parole, come c’é chi affetta il pane, chi conta le ore o le stelle e chi conta sempre balle”. E c’é chi come l’autore di questi versi, Lillo Gullo, nato ad Aliminusa nel palermitano ma trapiantato a Trento da anni, scrive poesie. La sua ultima raccolta: “Lo scialo dei fatti” edito da Lieto colle (72 pagine, 13 euro) è in questi giorni nelle librerie. Sono versi che solcano la memoria. Che fotografano luci e ombre tipiche dei paesaggi del Mediterraneo. Tra passione e struggimento: “Si assottiglia l’attesa, era un mare ed è ora la distanza di seta di uno sguardo d’intesa”. “Non ho ansia da prestazione”, afferma l’autore. Scrive nella prefazione al volume Giorgio Barberi Squarotti: “La poesia di Gullo è al tempo stesso, elegantissima e ingegnosa, giocosa e sapiente con l’eco sempre di divina malinconia e di saggezza che dà un sapore di vita di ricapitolata esperienza”. I riferimenti alla Sicilia fanno spesso capolino nelle liriche come quando Gullo rende omaggio agli agrumi che un tempo ornarono il circondario di Palermo tanto da battezzare quei luoghi Conca d’oro: “non fu per ira se quella notte, il vento spiccò dall’albero cento mandarini e li lanciò in aria senza la grazia del giocoliere”.

il libro è reperibile presso le seguenti librerie online:

ibs, deastore, liberia universitaria, bol