Una delle più grandi poetesse del Novecento, insignita nel 1996 del premio Nobel, si è spenta all’età di 88 anni nella sua casa in Cracovia il 1 febbraio 2012, dopo diversi mesi di malattia.

Il celebre critico tedesco Marcel Reich Ranicki disse di lei: «È la poetessa più rappresentativa della sua nazione, la cui poesia lirica, ironica e profonda, tende verso la poesia lirica filosofica».

La sua più recente raccolta poetica, Dwukropek (Due punti), apparsa in Polonia nel 2005, riscosse uno strepitoso successo, vendendo oltre quarantamila copie in meno di due mesi.

Il polinista Pietro Marchesani, recentemente scomparso, suo traduttore storico, spiegò che “l’incanto” è il vero segreto della poetessa.

«Per me – ha detto la Szymborska – la poesia nasce dal silenzio».


Tutto

Tutto –
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta tra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.

Le quattro del mattino

Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all’altro.
Ora per i trentenni.

Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di- noi.

Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra ora.

Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
– le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
– se dobbiamo vivere ancora.


Wisława Szymborska nasce a Kórnik il 2 luglio 1923. Nel 1931 si trasferisce con la famiglia a Cracovia dove studia Lettere e Sociologia. La sua prima raccolta di versi è del 1945, Cerco la parola. Seguiranno: Per questo viviamo (1952), Domande rivolte a se stessa (1954), Appello allo Yeti (1957), Sale (1962), Cento giochi (1967), Qualche incidente (1972). Nel 1973 pubblica una raccolta di prose, Letture non obbligatorie, tredici anni dopo esce un’altra raccolta di poesie, Gente sul ponte. Dal 1953 al 1981 è nello staff editoriale della rivista Vita letteraria. Nel 1980 sotto lo pseudonimo di Stancykówna collabora alle riviste Arka e Kultura. Nel 1991 riceve il Premio Goethe, nel 1995 il Premio Herder e la Laurea ad honorem dell’Università di Poznan Adam Mickiewicz, nel 1996 il Premio Nobel per la Letteratura. La sua ultima raccolta poetica, Dwukropek (Due punti), è stata pubblicata il 2 novembre 2005. Tradotte in molte lingue europee, ma anche in arabo, ebraico, giapponese e cinese, alcune sue raccolte di poesie sono state pubblicate in Germania e negli Stati Uniti.