Si è spento in una clinica romana all’età di 84 anni il poeta Elio Pagliarani, uno dei massimi esponenti della Neoavanguardia. Un omaggio per ricordare la sua opera poetica.


Ripensavo la gioia, il tuo alimento,
ti guardavo i capelli, il viso chiuso
e intento sul giornale dove ho finto
anch’io di leggere, rimanendo escluso
a te seduto accanto sul tuo filobus.

Ho le prove – potrei gridarlo ai giudici –
che non mi hai visto porterò le prove
fino che campo, che la capacità del mio pensiero
nemmeno con la forza dello sguardo
di un estraneo passeggero sopra il filobus
sa arrivare a sfiorarti.


Nato a Viserba, una frazione di Rimini, il 25 maggio del 1927, Pagliarani ha partecipato al Gruppo 63′. Dopo essersi laureato in Scienze politiche a Padova, ha collaborato alle più importanti riviste del secondo Novecento, tra le quali Officina, Quindici, Il Verri, Nuovi argomenti, Il Menabò. Negli anni Quaranta e Cinquanta vive a Milano dove è redattore dell’ Avanti, poi si trasferisce a Roma e, a partire dal 1968, lavora come critico teatrale a Paese Sera. Nel 1971 fonda la rivista Periodo Ipotetico diventandone il direttore, facendo parte anche della redazione di Nuova Corrente. Negli anni Ottanta fonda e dirige con Alessandra Briganti la rivista di Letterature Ritmica. Nelle sue raccolte Cronache e altre poesie e Inventario privato, il poeta affronta temi realistici come quello del lavoro. Protagonisti dei suoi versi sono gli operai, i camionisti, le commesse, i manovali e le dattilografe della Milano dell’epoca. La sua continua ricerca, dopo La ragazza Carla, riconosciuta dalla critica la sua massima opera, tenta le vie sperimentali con Lezioni di Fisica, del 1964, che nel 1968 farà parte di Lezioni di fisica e Fecaloro. Inizia in questo periodo la stesura de La ballata di Rudi, il suo secondo romanzo in versi, di cui una parte verrà pubblicata nel 1977, mentre l’edizione definitiva e completa si avrà solamente nel 1995. Nello stesso anno riceve il Premio Viareggio Poesia. Tra le sue ultime opere, gli Esercizi platonici (1985), Epigrammi ferraresi (1987) La bella addormentata nel bosco (1988) e la sua ultima fatica, il romanzo autobiografico Pro-memoria a Liarosa (1979-2009), dove narra con una prosa leggera aneddoti, eventi della sua vita e della sua carriera poetica.