Del disamore e del dire, di Alessandra Pigliaru

Se il paiolo del desiderio resta bucato, quanto disamore ancora continuerà a contaminarne il segno? Quale l’emorragia che dovremo fare finta non ci riguardi? C’è un rumore sordo che grida vigorosamente al ribasso se udito dal fuori e – nella vertigine del sé – assume figurazioni mostruose; sono le mancanze, quelle fragorose voragini impermeabili al mondo, che ne sbranano il senso senza concedere la possibilità del controllo. Della misura esatta. Vengono riconsegnate da una perfezione che non sa generare se non territori puntellati di ossessione o vergogna. Sebbene la perfezione sia un gioco solitario, ciò non significa che non se ne possa distillare l’eloquenza del vuoto. Quell’intelligenza insonne che assume spesso il carattere di sguardo amoroso. Tutto intorno si dovrebbe guardare….continua a leggere sul blog Gli occhi di Blumunda