Andrea Inglese

Annotazioni sulla poesia degli anni Novanta

Queste svagate annotazioni, muovono da una convinzione poco svagata: tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del Duemila, c’e stata una distrazione della critica nei confronti della poesia più prolungata del solito. La critica vive di distrazioni, dimenticanze, lapsus, annebbiamenti. E da questa intermittenza dell’ascolto che nascono le selezioni, giustificate o meno, ma inevitabili. Ma la latitanza dei critici, nei confronti dei poeti che esordivano negli anni Novanta, aveva una nobile e inattaccabile giustificazione: il bilancio di fine secolo, il grande conguaglio critico e definitivo. Purtroppo tale encomiabile sforzo lasciava quasi sempre inalterata una suddivisione riduttiva e sclerotica del panorama poetico italiano: da un lato, una zona di scrittura impegnata e riconducibile all’avanguardia, dall’altro, una zona disimpegnata e riconducibile ad una linea analogico-simbolica. Non si citano qui categorie critiche, ma pre-categorie ideologiche, istintivi segnali d’appartenenza. Qualsiasi tentativo di dare consistenza a tale partizione sarebbe inutile: essa funge da orientamento preliminare, tacito, per tutta l’attività che ruota intorno alla scrittura poetica (le riviste, le antologie, i convegni, le letture pubbliche, ecc.). Vi e d’altra parte una nostalgia di universali, di famiglie e linee di tendenza, proprio nel momento in cui individualità autonome e indipendenti dominano la scena, e la rendono di conseguenza cangiante, caotica. Ora, volendo fornire qualche indicazione anche sommaria sulla poesia degli anni Novanta, possiamo liberarci delle ormai inservibili pre-categorie già citate…leggi qui l’intero contributo

da L’Ulisse n.1 – 2004 La generazione più recente della poesia italiana

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Rivista di Poesia e di Pratica Culturale

Direttori: Alessandro Broggi, Carlo Matteo Dentali, Stefano Salvi.