Keats

Keats si svegliava pensando agli alberi, guardando gli alberi, bucando foglie una ad una con le spille per scongiurare la vastità del cielo. Blake lo invocava col suo fiato acre fino all’anima , ma questo molto prima e le ferite hanno bisogno di anni per guarire. La Tranquillità i Riposi il Lungo Fiume portano acqua al letto di un amore creduto vero: questo è il Bello. Ma il Bello, la Tranquillità e i Riposi dove sono nella fronte e nelle mani del ragazzo che si spinge avanti per baciare naso e mento la voglia cieca della Felicità? O Urna, scrigno d’Immortalità, cadi al risveglio del ragazzo che tornando a casa non è più lo stesso e non può ridire il tempo della Poesia sentita nel silenzio scintillante di Maggio. Keats è scheggiato dentro, lungo il fianco dell’Urna. I suoi polmoni perdono le rime del respiro. Sono l’aria d’Autunno, foglie bucate sull’acqua, un angolo di terra nella Città per tutti Eterna.