Porto il suono nel tempo

Porto il suono nel tempo
della Vita che lasci
padre mio voce
nel reparto di cura
intensiva lampo
di cuore o luce
goccia che cade
nel lavandino
tamburo arco fiato
piano forte
nel tempo Ë pioggia
vento Ë stato tuono
in principio numero
nome la mancanza
confronto al compito
Ë la voce dei figli
piccoli in cerca
e adulti in fuga
nell’aria gialla di sole
il basso elettrico
con cassa e rullante
chitarra basso continuo
sotto la pelle
fin dentro all’osso
nella cellula nel fiato
l’enzima di ogni piccolo passo
oscillante come le lancette
e il tic tac dell’orologio
sigla di ogni posa
movimento modo di fare
pagina del quotidiano
leggere la Vita
e interrogare il mattino
e la sera d’estate
mi ha cambiato
nel tempo nel tempo
Ë cambiato
il suono che porto
Ë di mio padre la voce
il tono interno
silente nota pura
che ascolto e riascolto e porto
nel tempo fino a che mi conduce
davanti alle mura
di me stesso della mia scrittura
Padre babbo giardino stagno
suono che porto nel tempo
sempre cercato
e sfuggito
sei il canto udito
dietro un roveto spinoso
la voce dell’uomo
che chiama il bambino
in un cortile ghiaioso.
28/11/2009