Fucine Letterarie sabato 29 settembre 2012 alle 18, presso la Feltrinelli Point, sita in via Felice Cavallotti 7/a a Lecce, presenta l’opera prima Le identità Involontarie Lietocolle della poetessa reggiana Veronica Costanza Ward.

La poesia di Veronica Ward possiede la grazia di un minimalismo massimalista. Se, infatti, per minimalismo intendiamo lo stato di percezione e l’azione espressiva sui massimi sistemi, esso è pienamente assolto da Le Identità Involontarie. Tuttavia la fragilità psicoemotiva è una cosa del sentire profondamente il mondo, è il corpo, avere e sentire il corpo, è uno stato dell’essere ridotti a se stessi, una forma dell’emittenza minimale del mondo, ciò che alla fine ci resta: anche questo è, soprattutto, Le identità Involontarie.

Questo poemetto, nel mondo in cui quasi tutti scrivono poesia, si dimostra come una forma a contrario: è la poesia del mondo a invadere il corpo, l’identità, l’essere femmina, e non il contrario.

L’azione letteraria sarà curata da Michelangelo Zizzi ed Eliana Forcignanò.

ISBN: 978-88-7848-695-9

Anno: 2012

Prezzo: € 13,00

Chi è l’autrice

Veronica Costanza nasce nel 1974.

Padre afroamericano e madre emiliana, ha fatto studi classici per poi laurearsi in Economia all’Università Bocconi di Milano.

Dopo un periodo a Chicago, città paterna, ha iniziato a collaborare con Beppe Severgnini e la sua rubrica Italians, in particolare ha curato il Concorso letterario del Corriere della Sera “20022002, un giorno palindromo”, con l’Economist, per approdare alla TV del Sole 24 ore e poi al Il Foglio quotidiano, alla redazione esteri.

Dopo la nascita della figlia è tornata nella città materna, Reggio Emilia, dove ha lavorato per sette anni come Investor Relator per il Credito Emiliano fino a al 2011.

Scrive, e ama, poesia, dall’età di diciassette anni ma ha sempre tenuto i suoi versi nel cassetto.

Maurizio Cucchi scopre i suoi versi durante un laboratorio di poesia durante il Festival della Poesia Europea, nel 2011. La consiglia, la incoraggia a lavorarci su.

Prima la sua poesia è diventata installazione e mostra.

Ora il suo primo libro.

L’incompreso

I miei capelli, pensavo:

un groviglio primitivo e affascinante

e sofisticato e tribale.

Big Bang della medusa.

Dov’è la cellula impazzita

che li ha resi africani?

Molti tendono al cielo, fragili.