Robert Hass, il poeta che scoprirete in questa intervista, è una persona estremamente mite, dalla disarmante semplicità, eppure, è uno dei poeti più popolari degli Stati Uniti d’America (Premio Pulitzer per la Poesia nel 2008). Con sua moglie, Brenda Hillman, anch’essa poeta, è da sempre impegnato su tematiche di poesia civile e a difesa dell’ambiente. Hass, giovanissimo, ha conosciuto i poeti della Beat Generation, (che vedremo nell’intervista video) ma è anche stato il primo traduttore in inglese del grande poeta polacco, Czesław Miłosz (Premio Nobel per la Letteratura nel 1980).

Per Robert Hass ‘il principale potere dell’arte è quello di essere un agente attivo’. Nell’intervista a Luigia Sorrentino, Hass racconta ‘l’importanza dei piccoli’: ”Quando un bambino disegna – dice il poeta – non gli interessa il prodotto finito, ma gli interessa semplicemente ‘fare’ “. Non a caso la parola ‘poesia’ – in greco, ποίησις (poiesis) – indica proprio l’attività creatrice dello spirito che si manifesta proprio nel ‘fare’ anima. Hass spiega dunque, che i bambini di oggi, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, hanno proprio bisogno di esprimere questa forma di arte, perché hanno paura di quanto sta accadendo nel mondo. E’ su questa consapevolezza che Hass ha avviato negli Stati Uniti il programma dell’Associazione degli amici della Loira, che ha filiazioni anche in Francia, per dare ai bambini la possibilità di fare – produrre attività artistica. Un progetto che Hass ha lanciato per dare a se stesso e ai bambini, un po’ di speranza.

di Luigia Sorrentino – blogpoesia rainews24

Ascolta l’intervista

A Supple Wreath of Myrtle

Poor Nietzsche in Turin, eating sausage his mother
Mails to him from Basel. A rented room,
A small square window framing August clouds
Above the mountain. Brooding on the form
Of things: the dangling spur
Of an Alpine columbine, winter-tortured trunks
Of cedar in the summer sun, the warp in the aspen’s trunk
Where it torqued up through the snowpack.

“Everywhere the wasteland grows; woe
To him whose wasteland is within.”

Dying of syohilis. Trimming a luxuriant mustache.
In love with the opera of Bizet.

Una flessuosa ghirlanda di mirto

Povero Nietzsche a Torino, che mangia salsicce che la madre
gli spediva da Basilea. Una camera in affitto,
una finestrella quadra che incornicia nubi agostane
sopra i monti. Medita cupo sulla forma
delle cose: lo sperone pendulo
di un’aquilegia alpina, i tronchi torturati dall’inverno
di cedri sotto il sole estivo, la stortura del tronco di betulla
che s’è attorto per perforare la coltre nevosa.

“Ovunque la terra desolata s’accresce; maledetto
chi ha la terra desolata in sé”.

Muore di sifilide. Regola i baffi sontuosi.
Innamorato dell’opera di Bizet.

da Time and Materials. Poems 1997-2005 (Ecco 2007), traduzione di Damiano Abeni.