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Jan Van Eyck-The Arnolfini marriage

Siamo gli Arnolfini.

Non crediate di poter violare

la nostra privacy perché non potete.

Stiamo sull’attenti davanti al ritratto,

il più erotico ritratto mai dipinto,

perché convinti che l’artista

renda giustizia alla pluralità,

fertilità, domesticità, alla nudità dei piedi

di un uomo e una donna che dicono “noi” :

renda giustizia al nostro letto

come l’elemento più necessario del nostro mobilio;

renda giustizia alla nostra vita come riflesso.

Il nostro cervello trabocca sul pavimento

e il terrier ai nostri piedi annusa

le minuzie della nostra grandezza.

La parola più rilassante del nostro lessico è “noi”.

Immagina poter dire “noi”.

La maggioranza non è in grado di dire “noi”.

E tu? Che mangi da solo? Dormi da solo?

E all’alba pedali per andare al lavoro

con un pastore tedesco legato al manubrio?

Ora faremo una pausa per l’Angelus.

Ecco a te, dunque:

le due metà della noce di cocco.

Paul Durcan

È vero che Giovanni Arnolfini

non guarda la moglie – forse incinta –

guarda piuttosto lo spettatore

anche lui protagonista, oltre che testimonio.

C’è un rumore di macchine a Trafalgar Square

che altera la regola indispensabile

all’esatto svolgimento delle nozze

come lo ha voluto Van Eyck.

Il grande copricapo del negoziante

conclude un ordine, un sistema

dove apparentemente

“tout n’est que ordre et bauté

luxe, calme et volupté”.

Il gesto della mano destra benedice il cosmo.

La donna china il volto orientalizzante,

la testa è coperta da un velo in merletto di Malines;

il vestito verde s’atteggia in larghe pieghe.

Nello sfondo lo specchio, solita spia fiamminga,

riflette i coniugi e altre due figure;

reca dieci tondini con episodi della Passione.

Il candeliere a sei bracci è nobile:

potrebbe stare in cucina.

Le pantofole, il cane, sono pronti ad obbedire.

La frutta sulla tavola rappresenta

un minimo di natura.

Per la finestra aperta entra l’aria di Bruges.

Il gran letto nuziale è vermiglio: l’amore.

Le Fiandre raggiungono il vertice del potere economico

scambiando cultura e merci con i mari distanti.

La coppia umana esiste ancora,

comanda ancora il sistema:

tutto si regge perché appunto essa si regge.

Murilo Mendes