Aria che arriva sottile tra le tende e la luce lontana; manchi, ecco che c’è, manca la voce tua e il respiro che dava ai miei giorni rimbalzi ed elettricità – palla da flipper – suoni e poi scosse e sorrisi. Ieri pensavo al piccolo lago dei pomeriggi autunnali, alle tue labbra, al futuro immaginato e perduto Pensavo che non c’è mai il vuoto nella mia vita, nemmeno a volerlo. Manchi tu, certo. Nient’altro.