La poesia di Angelo Sagnelli racchiude in sé i segreti del destino dell’uomo, immerso in una luce fluida che si espande nel cosmo.Una tensione continua verso l’Assoluto ha condotto il poeta del Vuoto ad interrogarsi sul mistero della vita e a trovare risposte nell’evoluzione della materia attraverso l’energia che la pervade.

L’io non si acquieta mai e nel vuoto che “non è mai il nulla”, ma ferve di attività e strutture evanescenti riempiendo l’Universo più dell’Essere stesso, lo spazio – tempo si dilata all’infinito. In ascolto del silenzio, l’anima si dibatte tra il contingente ed il trascendente ed in essa alberga quel sensore che amplifica la percezione ed il rimando al soffio di vita che aleggia nel Creato.

La poetica di Sagnelli, fedele a se stessa in tutte le sue opere e in ogni singolo endecasillabo, si affaccia e scruta il mondo attraverso le scoperte compiute dalla Fisica negli ultimi decenni. Una nuova e sorprendente visione dell’Universo, di concetti chiave quali il tempo, lo spazio e l’infinito ha rivoluzionato il pensiero non solo scientifico ma anche dell’uomo moderno che ha avuto accesso a queste nuove idee, sicuramente ancora poco comprese e metabolizzate dai più.

La Fisica quantistica esige una riformulazione radicale degli aspetti più fondamentali del reale con impostazioni anche audaci e proprio in questo troviamo l’aspetto sorprendente del mondo poetico di Sagnelli che coniuga rivoluzione scientifica e fede.

L’Umanità non è soggetta ad una conclusione terrena, è immersa nel fluire dell’energia del cosmo e di quel tempo che è Luce d’ amore ricongiunta alla morte che nulla disperde. In quanto elemento vitale che vive e produce energia, l’uomo si colloca al centro dell’universo e ha una responsabilità morale : edificare se stesso, portando a compimento il proprio destino, alimentando l’interiorità per agire in modo etico.

Nel valore attribuito al singolo individuo vengono gettati i semi di un nuovo Umanesimo che colloca al centro dell’Universo l’uomo, chiamato a realizzare se stesso, per ricongiungersi al divino.

Il tessuto memoriale del poeta diviene occasione di elaborazione dell’esistenza verso una dimensione trascendente e così nella luna, nella natura e nell’amore si riflette l’energia che genera il movimento della materia.

In questo scorrere non c’è però fatalismo: il fluire rientra in un disegno universale di fronte al quale l’individuo dibattuto tra luce ed ombra, non sempre ne riconosce i segni. Nonostante si possa avere la sensazione di aver perso la dimensione Celeste, la vita, più forte di qualunque speculazione filosofica e concettuale, si rinnova perennemente nel suo scorrere.

Nasce così una poesia capace di andare oltre se stessa per ridisegnare il mondo attraverso un linguaggio dalla luminosità circolare e immateriale che ricerca armonie aeree nella rifinitezza di un verso pieno e perfetto.

Miriam Badiani