Recensione di Maurizio Soldini, Avvenire 30 gennaio 2012

Il poeta Giuseppe Piccoli (1949-1987) ha affidato per intero la sua vita alla poesia, vi si è immolato, non reggendo al travaglio dello scalpitio esistenziale, che lo ha angosciato, che lo ha fatto decidere alla fine per “il colore dell’ombra” (“Verrà il colore dell’ombra/ a darci pace e giustizia d’anima”). La vita del poeta, di quest’uomo, è afflitta dal male di vivere giocato esistenzialmente, tra il tempo che passa e le crisi di identità speculari, nel non riconoscersi, cupo e infiacchito, al limite di un’afasia, che imperversa nell’erranza di un uomo schiacciato dalla solitudine, dalla noia, da quel male di vivere, che alla fine non riesce a trovare la svolta, perché piagato mortalmente dalla malattia della disperazione. Senza speranza non c’è via d ’uscita. E l’assenza di speranza, che si annida solo per qualche attimo nella poesia, nella donna amata, così come nella ragione filosofica o nella fede religiosa

non trovando, al di là delle fugaci immagini date, una qualche figura sostanziale, che sostenga nella vita reale la ricapitolazione del passato nel presente e in un futuro che sia anche metafisico, fa sì che l’essere si inacerbisce, l’esserci si fiacca e la persona del poeta si ammala mortalmente. L’incipit era comunque promettente, dal momento che le immagini della poesia, le immagini dell’infanzia, le immagini della donna rilucevano come barlumi di speranza nell’anima del poeta e s’incarnavano nella parola poetica. Ma nonostante la poesia di Piccoli fosse attraversata, come l’anima e il corpo del poeta, come la sua persona, “dall’energia insolita, dalle improvvise accensioni e lacerazioni intense che rivela(va)no una personalità poetica di prim’ordine”, – come dice Maurizio Cucchi, che ha curato la silloge insieme a Maria Piccoli – in fieri, col passare del tempo, c’è un’effrazione tutta giocata sul piano esistenziale, che porterà la poesia stessa ad essere e a rappresentare per il poeta un fallimento, inteso come un’incapacità di dare fede e speranza d’essere all’esserci…continua a leggere qui il contributo.