Andare a tentoni  col pensierodi qua o di là che cambia se fatalmente sempre  allo stesso punto poi arriveremo?Valga il vero fatidico, non si disvii:il turbine che mulina la vita  e ci alza e ci spinge sulla torre da cui scrutiamoil senso ultimo delle cosenell'effimero ha sempre sbocco.A che  nelle fenditure spiarese neppure alla luce vediamo!Solo un infingimento, mi ripeto,stipulato segretamente col cuore, -leva per il cambio della vita-ci salva dal grovigliodi tenebre che ci attorniae ci catapulta su altra corsia.Falliti recensori di noi stessiammettiamo onesti e convintidi non sapere niente oltre il solo fatto innegabile che  sorge e tramonta  il solee si nasce e si muore ogni giorno.Fermarsi a mezza via di una strettoia di congettureo in alto mare o  in una secca o su un cacume d'argilla di intedimentisempre smarriti oltre ci si perde e alla mente un perché resta ignoto.Non si svelerà mai e poi maila forza ignota che ci affaticae spinge i nostri passi ancora,il fluire di una potenza in attoche si attarda e ci sollevae in altri ondeggiamenti ci sbatte.A uno svolto, dopo un dedalodi malinconie e di pensieri, di colpo, riprendono battiti, ci appare una linea d'orizzontee un senso di essere ci evoca.Bisogna uscire indenni, lucidie irrobustiti dai soprassalti del vuotoper immaginare una sopravvivenza:dove poi andremo a finire, poco conta .Per ora, non accenderemo ancoraceri all'illusione e alla speranza;un po' di fuoco vivo nel crogiolopur ci sarà sotto la cenere; domaniritorneremo nella bolgia dei recitanti,occultando l'incontro col nulla,continueremo a blaterare qualcosa.