Corpo a corpo, Fabrizio Bianchi e Daniela Monreale Lietocolle 2008 – recensione di Alessandra Peluso

Confronti, conflitti, reazioni, visioni che si fondono in un’unica realtà – il corpo – da una duplicità di corsi e ricorsi ad una sola realtà, l’esistenza indivisibile.

È un affascinante percorso, è una mappa intrigante e dettagliata del corpo: dai capelli, alla bocca sino a giungere a luoghi che spaventano, peccaminosi, alle sedi del sesso e dello scandalo: il pene e la vulva.

Corpo a corpo” di Fabrizio Bianchi e Daniela Monreale è una coinvolgente raccolta poetica che sperimenta sensazioni, emozioni che emergono da un tatto, vista, udito di uomini e donne. Non si possono limitare questi versi di natura universale, il tutto che si dispiega e concretizza nella parte.

Il corpo deriso, usato, sfruttato da sempre è qui trattato con cura, con ammirazione, venerato, stimato e cantato, degno di una lirica come lo spirito. Eh sì, che cosa saremmo senza corpo e anima, senza questo dualismo conteso da secoli tra res cogitans e res extensa.

È fondamentale il corpo per comprendere l’anima scambievolmente, vicendevolmente nella necessità di esserci, essere.

È un corpo che si ama, si combatte, condiziona, annienta. Si legge: «Ricordo bene l’attrazione dello sguardo / questa vertigine del cadersi dentro / questo incantato invito alla compenetrazione d’anime / in una piccola ironica circe … / pronta a mutare la mia spada (mai vinta) in un innocuo serpentello». (p. 19 – Fabrizio Bianchi). Mentre lo stesso corpo da un altro punto di vista scrive così i suoi versi: «Come un ventaglio di colori / … / È il momento di preparare l’atmosfera giusta. Coperte sul tappeto, persiane chiuse, musica soft / e incenso. Accuratamente. Nella regia dello spettacolo / nessuna negligenza, e la conta dei minuti è – nel suo / rovescio – / assaporare la gaia dedizione». (p. 21 – Daniela Monreale).

È amore e passione, istinto e ragione, è corpo sentito e vissuto da un uomo e una donna, la cui opposizione, scontro, confronto è necessario per creare una meravigliosa e variegata mappa di colori che è l’esistenza. Affinché si possa stabilire l’unicità e raggiungere l’equilibrio dei sensi, della ragione, non importa chi è il vinto o il vincitore, carnefice o vittima; ciò che conta è il sentire, il percepire sensazioni che si traducono in versi ineguagliabili come in “Corpo a corpo”.

E così: «Passando il limite. / Oltre. / Una tonda carezza / (di morbido tepore) / sotto la maglietta: / finalmente/fatalmente / il tuo seno». (p. 37 – Fabrizio Bianchi). E ancora si legge nei versi di Daniela Monreale: «Il rosario della mia sera non ha fretta. / Sgrani i bottoni uno alla volta, / con religiosa cura. / Una camicia infiorata, sgargiante di colori. Demodè, / ma leggera, come le ali di una libellula». (p. 41).

È evidente la differenza di genere – per fortuna – la sensibilità, il voler comunicarsi e comunicare la poesia in modo straordinariamente diverso. È la vittoria della diversità, della libertà nell’esprimersi e nel godere di corpi, del proprio e dell’altro con passioni differenti. È qui che si scopre la bellezza e il potere della poesia che nel dividere unisce arricchendosi nel tutto senza omologare, globalizzare, perché ognuno ha la consapevolezza di esistere.

Daniela Monreale e Fabrizio Bianchi creano versi incantevoli che si muovono sinuosi come su di un corpo di un uomo o una donna, sensuali, caldi, acuti e pungenti come spade ma incisivi e affascinanti che ammaliano il lettore ipnotizzandolo alla lettura di “Corpo a corpo” seguendolo come un mantra e vivendo un sesso cantato con grande maestria.

Corpo a corpo” di Daniela Monreale e Fabrizio Bianchi è un bellissimo e attraente corpo di versi che narra le mappe del desiderio e – pur svelando segreti inaccessibili – fa sognare l’amore e la passione dei corpi intrecciati indissolubilmente con anime.