Scrive José Emilio Pacheco: (…) Non leggiamo altri: ci leggiamo in essi. Mi sembra un miracolo che qualche sconosciuto possa vedersi nel mio specchio. “Se c’è un merito in ciò – dice Fernando Pessoa – appartiene ai versi e non all’autore dei versi”. Se casualmente è un gran poeta, lascerà quattro o cinque poesie valide, circondate da insuccessi e brutte copie. Le sue opinioni personali davvero sono poco interessanti. Che strano mondo il nostro: i poeti gli interessano ogni giorno di più, ogni volta di meno la poesia. Il poeta era la voce della tribù, colui che parla per quelli che non parlano: è diventato solo un entertainer. Le sue sbornie, le sue fornicazioni, la sua storia clinica, le sue alleanze o liti con gli altri pagliacci del circo riscuotono l’applauso di quei molti che di poesie non hanno più bisogno. Continuo a pensare che è altra cosa la poesia: una forma d’amore che esiste solo in silenzio, in un patto segreto tra due persone, quasi sempre due sconosciuti. Juan Ramòn Jiménez un tempo progettò di pubblicare una rivista: doveva chiamarsi “Anonimato” e pubblicare non firme ma poesie, e farsi con poesie, non con poeti. E io vorrei, con il maestro spagnolo, che la poesia, che è collettiva, fosse anonima (…).

LietoColle vuole, con AVVERSO IL NOME – Antologia di poesia anonima, rompere lo schema di autoreferenzialità autoriale di questo tempo, con una raccolta capace di contenere la verità del verso al di là del nome, includendo poesia di autori (importanti e meno importanti) che – nell’anonimato della presenza – vogliano e sappiano dare testimonianza della supremazia della parola rispetto alla vanità dell’autorappresentazione. Anonimi saranno gli autori, ma anche i curatori della raccolta: per entrambi, un’anonimia che troverà tempo e modo per essere risolta nell’identità, in un gioco di specchi che vuole comunque esaltare il verso come luogo ultimo della ricerca, in quel “patto segreto” svelato da Pacheco nella relazione tra chi scrive e chi legge. Non vi sono medaglie per chi sarà incluso in AVVERSO IL NOME, né la promessa di partecipazione a premi o concorsi: vi è – però – la consapevolezza di partecipare ad un evento destinato a restare nel proprio cavalcare in controtendenza, nell’idea di quella “poesia onesta” teorizzata da Umberto Saba, al di là delle implicazioni e dei paradigmi creati nel tempo in cui venne raccontata. La redazione LietoColle