Recensione di Antonella Corrado apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Brindisi di giovedì 11 luglio 2013 pag.XVII

Azimuth è il suggestivo titolo dell’opera prima della poetessa Maria Grazia Palazzo: un titolo evocativo di atmosfere stellari e, al tempo stesso, indicatore di una precisa direzione. Verso quale direzione l’autrice si è orientata? Qual è l’angolo di visuale che ha scelto per comunicare ai lettori la propria interpretazione della realtà? Qual è la ricerca di senso che ella ha posto in essere e che ha movimentato la sua poesia?

Questo interessante libro di esordio è un’opera dai molteplici livelli di lettura. Un approccio ermeneutico potrà chiarire la multiformità dei piani espressivi, cominciando dall’epigrafe che l’Autrice pone: la citazione di Simone Weil, “Il bisogno di verità è il più sacro di tutti”.

Il ricorso a una filosofa e a una mistica del primo Novecento, che nutriva una passione per Platone e Kant, che aveva vissuto in prima persona le esperienze operaie e partigiane e che era nota per la sua simpatia per ambienti marxisti e trotskisti, non è causale. leggi dal Pdf