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La stanza

Rammendi Invisibili

Amoate

Tra figure di pietra

Variazioni di rosso


… la prima impressione che il libro provvede già nel titolo la stanza è quella di un manuale su come si scrivono le stanze, appunto, della poesia. La stanza di Cristina, infatti, non è solo un suo luogo architettonico, e per questo mi piace che possa essere anche la stanza di una canzone. Allora cosa insegna il manuale balzarettiano? Una delle cose tra le più difficili da imparare, la «disciplina della parola». Continua la lettura qui

da La stanza

La porta si apre
sulle stelle.
Alla soglia
delle stelle esitiamo.

Vorremmo tornare indietro.

Le ombre della luna
si stagliano
sulla terra fredda.

*

Non è più
parete la pelle,
che divide
il respiro dal respiro.

*

Mi distendo
in un’altra leggerezza.
Deve essere ancora
così
il conto della felicità.


Non è certo un’esigenza “cosmetica” che spinge l’autrice ad organizzare rammendi in versi tali da mirare, come spiega l’esergo, al “ripristino della trama del tessuto”. Ci si rende subito conto che queste brevi composizioni non vogliono semplicemente occultare lo strappo da cui sono partite, ma medicarlo: come si sana una ferita, come si conserva un ricordo, con cura tutta femminile e paziente custodia della memoria, per «noi che non abbiamo dimenticato». Continua la lettura qui

da Rammendi Invisibili

Donna senza vento
trascini foglie secche
e verdi di palude.

I tuoi occhi specchiano
malinconia di ricordi
rabbia di oggi
durezza di sempre
pianto di tesori scomparsi.

Donna senza vento
senza respiro
senza parto d’amore
foglie secche trascini
e marmoree realtà.

*

Si perde
sempre
qualche sasso

mentre te li passi
da una mano all’altra

come i tempi buoni.

*

La solitudine
è l’ultima guerra.

Si combatte ogni giorno
ogni giorno dà
i suoi morti


Un’antologia di quei sentimenti e di quelle emozioni che rendono la vita degna di essere vissuta. Un florilegio che la poetessa brianzola dedica alla figlia dodicenne Sveva. Perché un adolescente ha bisogno più che mai della vicinanza di una figura adulta di riferimento, e soprattutto di valori e risposte di senso. Continua a leggere qui

da Amoate

Mi è costato più di una voce
questa attesa alla parola
che dice il nome alle cose.

Mi è costato più di una spalla
questo dedicarsi al silenzio
che racconta la fatica all’ascolto.

Mi è costato più di una strada
questo attraversare al confine
che sorprende le mani

Me costó más que una voz
esta espera a la palabra
que dice el nombre a las cosas.

Me costó más que un hombro
esta dedicación al silencio
que cuenta el agotamiento a la escucha.

Me costó más que un camino
este cruzar la frontera
que sorprende las manosù


Bianco e nero, legno e pietra, natura e sutura, foglie e ricordi, luci e ombre… Cristina e Giannino si offrono leggeri e confortanti in un percorso alternato tra parole ed immagini in cui la sincronia distoglie lo stesso fluire del tempo. Continua a leggere qui.

da Figure di pietra

Le ortiche resistono
anche d’inverno.
Emergono
come selva dai sassi,
non cedono, nemmeno al vento.
Vivono, tra figure
di pietra e case abbandonate.


Variazioni di rosso di Cristina Balzaretti possiede tutto il fascino della poesia femminile sia per l’attrazione struggente sia per la tentazione di idealità. Nei versi della Balzaretti troviamo delicatezza, bellezza profonda, passionalità sottesa, eleganza. Continua a leggere qui

da Variazioni di rosso

Papaveri

Rosse bocche
si confermano
ai bordi della strada.

Io

Filo d’erba
non piego il capo
neppure alla forza del vento.