Ecco, questa scrittura è canto, è piena di apostrofi e strofe senza ritornelli. Il peso di pianura è forse il passo stesso, la spessa figura che vi si cela e intanto manifesta, quella umana in quella animale – la compresenza del dire e del fare, “intanto” che il mondo si crea e “discrea”. Resistenza è canto. Vita che dura e in sordina sconfina, mai del tutto in disparte – anzi, partecipazione è al coro stesso degli occhi… continua qui