È affascinante il mondo poetico di Alessandra Peluso. Lo stile è limpido e nello stesso tempo ama il radicarsi nelle profondità di un suo essere incisivo, creando una modalità assolutamente personale di descrivere il proprio mondo interiore. Nella raccolta di quest’autrice pugliese edita dalla casa editrice comasca LietoColle dal titolo “Ritorno sorgente” si percepisce un oscillare costante di istinto e spontaneità nell’uso dei significanti e significati, con una forte predisposizione a far sfondare la visione poetica e poietica del verso nell’onirico e nel metafisico, pur mantenendo intatta (adamantina direi) la tendenza narrativa dell’esserci, del suo esserci, nell’hic et nunc. Nei brani poetici di Peluso il dolore ha una sua consistenza fisica, come d’altronde tutta la fenomenologia dell’esistenza che racchiude in fondo anche categorie ontologiche di Morte e Rinascita, in un ciclo continuo, costante, immutabile … forse!.

E in questo ciclo del suo manifestarsi il dolore non è abissale, ancestrale, non è eterno, anzi ha una fine che è fondamentalmente presa di coscienza, che ogni cosa dalla più importante alla più effimera è solo un momento, un attimo, un battito di ciglia e che oltre una fitta coltre di nubi che si addensano lungo l’orizzonte del destino, del proprio destino, del nostro destino, la speranza può e deve esistere, può e deve essere mantenuta. Un sorriso che si disegna lento sulle labbra del poeta al solo pensiero di un domani pieno, degno di essere vissuto e che sprona destinalmente ad andare avanti senza chiedersi quanto possa durare la bellezza di un tramonto, il cinguettare degli uccelli, la dolcezza del profumo di pane. Alessandra Peluso nei suoi componimenti, tiene a bada il districarsi inesorabile dei mille rivoli del Tempo, che intende come scrigno prezioso racchiudente memorie e ricordi, gioie e dispiaceri, e il suo canto ha la forza dell’attesa e dell’attendere nella tensione del poi. Al termine di questo prezioso libello si avrà la sensazione che ogni pagina sia stata un indizio indispensabile nella condivisione del messaggio per versi presentato dall’autrice in questa sede. Un messaggio che non atterrisce né immalinconisce, non si fa lamento tragico né abbandonico, non cade nel romantico né allude per sedurre alla costruzione di una metrica sublime. “Ritorno sorgente” non è la tiepida carezza di un raggio di sole, o di un alito di vento che scivola sulla pelle, è tutto questo e forse molto, molto di più. Queste sono poesie che vendono cara la loro pelle, ma alla fine non deludono perché veraci, dolci, sensuali, mistiche, materiche, terrene, celesti, iniziatiche forse, ma assolutamente e solamente, udibili e godibili attraverso gli occhi dell’anima.

Alessandra Peluso con “Ritorno sorgente” dice il suo eterno sì alla vita, senza se e senza ma, giocando con le parole, amandole a tal punto da celebrarle in un aura sacrale: «un piacere intenso/incantevole, indecifrabile/ è il fiorire e rifiorire dello spirito/di donna. Fosse la vita così/ sarebbe un’esplosione di bene, / sorrisi, di sole ogni giorno/ e la vita, il piacere, l’amore».

L’autrice ha un suo blog all’indirizzo http://alessandrapeluso.wordpress.com assolutamente da seguire. Per il resto è solo, unicamente, assolutamente Poesia!