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La raccolta poetica di Gaia Borghesi si apre col ricordo di un viaggio che diventa metaforico perché rappresenta il cammino di ogni uomo che si avventura tra le stagioni della vita; le immagini sembrano istantanee insieme ai colori ed ai suoni di una natura, a volte, distante.
[…] È facile perdere la meta, vedere scivolare il tempo senza poterlo fermare un attimo, scoprire che la stazione è deserta, forse abbandonata.
Le parole rappresentano l’unico punto fermo, un obiettivo che può mitigare le nostre ansie e le inquietudini; è possibile così cambiare colore alla realtà che c’impone il silenzio.

dalla introduzione di Mariacristina Pianta

Istantanee


Quattro stagioni

Mugugna lento
e ormai distante
l’inverno

L’aria giocosa
si trastulla
con le ultime
foglie autunnali
tra i fiori
ancora incappucciati

Profumo di giallo
e verdi sorrisi

Il cielo arrossisce
senza nubi
Mentre un ramo
impacciato
si compiace
di una ritrovata gemma

Strida
di nuovi semi
e risa
di nuovi amori

E il ricordo
della neve
sbadiglia pigro

Il vento freme
d’estate
e di giorni felici

Questa primavera
comincia a sognare


Milano, 15 marzo 2006

Il mio viaggio


Viaggio in nostalgia

Corre l’emozione
sui binari
di una linea
in disuso

Ancora si ode
il rumore
del treno
che lusingava
una remota stazione

Freme
poco prima
dell’arrivo

Risa distanti
in nuove culle
e grasse balie
a sfamarle

Si risiede
l’artista

Sola

Col paesaggio
che le sfugge
dalle dita


Milano, 27 dicembre 2006

Citando a ritroso

Lungomare Fata Morgana

Rovente la sicula spiaggia
saluta lamenti nordici

San Vito e Tonnarella
lidi e testimoni
di antichi baci

E la notte infuocata
si schiude
in una camera
d’albergo


Milano, 1 aprile 2006

Gaia Borghesi, nata nel 1987, ha sempre amato l’arte.
I suoi grandi occhi neri scrutano il mondo e la vita con uno slancio di felicità, ma anche d’intenso dolore o di tenue malinconia.
Scrivere per lei significa conoscere, ricercare, cogliere il significato dell’esistenza. Tra i banchi del Liceo Linguistico Manzoni e, attualmente, della facoltà di scienze linguistiche per il turismo non dimentica il fascino della musicalità del verso ed i classici che ha studiato con passione.

Disegni di Davide Fabbiano