Questa raccolta, Lunedì perduto, ribadisce e rafforza il processo di intensificazione di senso e di simboli della parola, nel riscontrarsi sì, certamente come prima, in una condizione di articolazione e di epifania per sillabe, ma insieme nel calarsi in interazioni e in allacciamenti di rapporti con altri suoni, accenti, grumi di figure e di immagini, che allungano richiami e attendono richiami alla loro volta. In breve, centrale è il gioco delle reciproche sollecitazioni a fare tessuto, mentre prima la parola era interrogata prevalentemente come materiale utile in relazione al gradiente pirico o alla amalgamabilità del glutine o alle proprietà eruttive o sedimentarie a fare roccia.
La parola, adesso, si dispone più docile, anche se non pienamente infrenata, a tessere dialogo, a collaborare in umiltà di servizio al lavoro di squadra, a sottomettersi a un lavoro di suggerimenti e di suggestioni di estasi e di drammi più profondi, più impalpabili, che intanto si lasciano intravedere come in filigrana e per rinvii di secondo grado.

[…] il senso oggi più stringente in lui della letteratura lo rende più esigente di economia di linguaggio e insieme più scaltro nel cercare attivazioni di polisemia entro spazi e con materiali più circoscritti e prosciugati.

Ugo Piscopo



DA QUALE DISTANZA


La fortuna minaccia

La fortuna minaccia l’abisso,
è vanità la parola, nuda- tu, soletta, senza pietà,
senza rabbia, nell’inedia perduri, priva di slanci,
acerba, eppure i fulmini mordono
le carni- ribollenti- di femmine

sugli usci ad aspettare la mano del rapace-
però è antica solitudine questo eloquio
o quasi delirio carnale. Tu, quanto pungi
se l’altrui è tanto compresso desiderio!
Sotto la pensilina di vetro dondoli, bella allodola,
mentre, giù, aerei, al largo vanno i fenicotteri rosa
oltre le moltitudini
di obliqui stormi…

EROS

Di fronte all’invisibile

Di fronte all’invisibile sono spinto a possedere
la forma- ancora inviolata- creatura-
depressa all’ombra dei sentieri devastati- avvilita-
se mai alcuno ha saputo apprezzare
l’intelligenza, e la ricchezza del tuo spirito,

come seguire l’istinto a prendere il respiro,
a toccare le membra bloccate dallo sgomento di essere
usate come cosa- invece sai che vale tanto la tua mente…
Invaso dall’incantamento io provo la veggenza
degli incavi- carnali. Tu- cadi nello spaccato
della storia, al vituperio dei forni
sempre ritornanti…

FUTURO ANTERIORE

Il fiore dell’araucaria

Il fiore dell’araucaria nello stesso giorno
s’apre- e si chiude- nell’oscurità, carnosa vagina

è il sole violento a imporre stallo- tra noi?
Troppo profonda è la lesione della vita, le nostre
volontà non concordano sull’asfalto molle,
sono affannosamente angosciato perché sia vera
l’unità- eppure sul muro di cinta si cozzano
imperterrite le formiche- in via- perché non
abbandonarsi alla corrente dell’assoluto,
incanto dell’enigma?

LUNEDÌ PERDUTO

È lunedì, ultimo giorno

È lunedì, ultimo giorno di luglio. Dalla notte
la civetta annuncia sopore di morte.
Sorgono paesi e fiori da specchi vuoti, accensioni,
fremiti; del godimento carnale è invasata la mente-
dolce è la luce- se non rapita subito dilegua
come improvviso lampo.

Nell’aria afosa ti vedo venire dal cancello che s’apre
come mosso da una volontà ignota: tutto è libero
avvento quando il sangue vibra veloce più della luce,
e l’ansia è di conquistarti perché sia la libidine
concentrata sulla fronte del fato. Forse ho sentito
nelle fibre il brivido dell’utopia, l’altrove da cui
lo sguardo ci riverbera di felicità? E trepido
a incontrare il ciglio dei monti, l’orizzonte,
la velocità del dio
con le frecce acute.


Ciro Vitiello è nato a Torre del Greco e vive a S. Sebastiano al Vesuvio. È stato redattore di Altri Termini, ha diretto la rivista di letteratura Oltranza, ha collaborato e collabora a quotidiani e a riviste. Per l’Editore Guida ha diretto Poesia Contemporanea (1982-’85), Poesia Novanta (1992-1994), dirige IDETICA, collana di teoria critica; per Ripostes Poeti Contemporanei (1992-1995). Nel 1998 nelle Celebrazioni Leopardiane ha curato un Omaggio a Leopardi e il convegno Novecento e Leopardi. Dirige presso Tullio Pironti Editore Biblioteca della poesia italiana contemporanea. Ha pubblicato:
POESIA: Corpor.azioni (‘75), Ciclica (‘79), Apocalipse quattro (’80), Cantico d’Erugo (‘80), Le resistenze (’83), Didimo (‘83), Suite (‘84), Accensioni (’91), Rapimenti (‘92), Il gioco degli errori (‘94), Baara (‘95), Quisquis o delle solitudini (‘96), Origini d’amore (2001), Il male sorgivo (2001), La tenue armonia (2003).
NARRATIVA: Le voci leggere (‘87), Verso occidente (’87), I due orologi (2003), Il malpotere (2008).
CRITICA: Teoria e analisi del linguaggio poetico (1984), La logica letteraria (1984), Teoria e tecnica dell’ avanguardia (1984), Idetica (2002), Antologia della Poesia Italiana Contemporanea (2003),Il Racconto napoletano (2005), Pensare la poesia (2005), Carducci, nostro contemporaneo (2007).
È organizzatore di eventi letterari e componente della Giuria del Premio Camaiore.