LA MEMORIA COME CONDIZIONE DELL’UOMO IMPERFETTO

di Emilia Sirangelo

«La memoria [..è la condizione dell’uomo imperfetto», così ebbe a dire una volta Alfonso Gatto.

A voler tentare di chiarire questo pensiero, diremo che è proprio la mancanza di imperfezione nell’uomo a generare l’improprietà dell’essere: l’uomo è improprio quando manca di imperfezione. Quello che sembra essere un paradosso linguistico, in verità porta in sé un pensiero rilevante, secondo cui, nel momento in cui l’uomo dimentica di essere una creatura imperfetta ecco che diviene impropria. Cosa significa dimenticarsi di essere imperfetti? Significa, per esempio, identificarsi totalmente con dei valori assoluti, con degli ideali smisurati, verso cui certamente ci sentiamo inclini, ma che non coincidono completamente con la nostra natura molteplice. Da sempre l’uomo ha avvertito la lontananza da una società ideale, alla quale aspira, ma questo non deve implicare necessariamente un’ identificazione con dei valori assoluti, deve invero favorire una dialettica di movimento, che sposti l’occhio ora su un elemento ora sul suo opposto, e che infine sintetizzi il tutto, secondo, aggiungerei, la lezione di hegeliana memoria…. clicca qui per leggere tutto l’articolo.

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