PROFILO DI CLAUDIA RUGGERI  

di Mara Venuto

Claudia RuggeriPoesia è distacco, lontananza, assenza, separatezza, malattia, delirio, suono, e, soprattutto, urgenza, vita, sofferenza… [Poesia] è risuonar del dire oltre il concetto. È intervallo musicale d’altezza […] È l’abisso che scinde orale e scritto.”

Tu poetessa”. Così, in una pagina di diario usurata dal tempo, una Claudia Ruggeri appena tredicenne appellava se stessa. Un quadernone alto e sformato da numerose foto di cantanti ritagliate dai giornali, da foglietti nascosti a mo’ di promemoria, da immagini incollate corredate di didascalie di amori evocati e non vissuti. Un’agenda di scuola di un’adolescente come tante che cerca la vita, sfiorandola, senza riuscire ancora a penetrarla. Ma che, sulla soglia del viaggio, rivendica già chiara una definizione della sua biografia: l’essere aedo, araldo di versi, segnato alla nascita da una duplice vocazione, poetica e amorosa. In un crogiolo esistenziale di slanci e cadute, forgiato dal fuoco di quella che, tra i 15 e i 22 anni, lei stessa chiamerà “la maledizione di gabrieleamore”. Leggi qui l’intero contributo.

Si ringrazia per la gentile concessione la “Aljon Editrice”.   Per il numero cartaceo della rivista; per abbonarsi, scrivere a : redazione@aljoneditrice.it

Nell’ambito della collaborazione tra LietoColle ed il Musagete sono riportati  gli Autori che la Rivista “Il Fiacre” ha trattato nel corso degli anni